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Miracolo al San Camillo di Manfredonia: un uomo salvato in piena notte dal personale medico giunto a tempo di record

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Un vero e proprio miracolo è stato compiuto la scorsa notte presso l’ospedale San Camillo de Lellis, dove un uomo di 48 anni è stato salvato con un intervento estremamente delicato ed urgente. La splenectomia, ovvero l’asportazione della milza, può essere infatti considerata all’ordine del giorno in altre strutture, ma non a Manfredonia dove, in quanto ospedale di base, le urgenze non arrivano e vengono solitamente dirottate presso San Giovanni Rotondo o Foggia.

Che fare, allora, se giunge un paziente per cui ogni minuto è prezioso ed un trasferimento potrebbe diventare fatale? Il 48enne sipontino è arrivato al Pronto Soccorso di Manfredonia in preda a dolori fortissimi e da un’ecografia gli è stata diagnosticata la rottura della milza. Poco dopo l’uomo ha perso conoscenza a causa delle consistenti perdite di sangue nell’addome. Compresa l’impossibilità di portare altrove il paziente, immediatamente è stato richiamato in servizio presso il San Camillo il personale medico reperibile. Come struttura considerata di base, infatti, di notte non c’è l’anestesista né il team per eseguire interventi.

Senza alcun indugio, la sala operatoria è stata allestita in meno di mezz’ora, un tempo brevissimo anche per una grande struttura e che è stato fondamentale per salvare la vita ad un paziente così grave.

Bravissimi il direttore di chirurgia generale Salvatore Rucci, che tra l’altro era già a diversi km da Manfredonia, partito dopo aver terminato un intervento effettuato diverse ore, e la dottoressa Elvira Impagnatiello; eccezionale il lavoro svolto dai medici Sandra Troiano, Davide D’Antini e dal Trasfusionale con il dottor Luigi Ciccone ed il tecnico Raffaella Clemente.

L’intervento effettuato tempestivamente è riuscito alla perfezione e non è stato nemmeno necessario portare il paziente in rianimazione. Rispettato anche il percorso Covid per minimizzare i rischi di contagio. In un momento in cui l’emergenza sanitaria è ancora alta per via della pandemia, è importante tenere conto che il trasferimento in un altro ospedale diventa rischioso anche perché, da protocollo sanitario, occorre obbligatoriamente fare il tampone a chi arriva ed allestire il percorso Covid anche se il paziente è in condizioni gravi.

Quanto avvenuto è un’ulteriore dimostrazione che ‘piccoli’ ospedali come quello di Manfredonia che si trovano in luoghi densamente abitati, soprattutto d’estate, devono funzionare. Il rischio di rimanere sprovvisti di una struttura sanitaria adeguata a gestire urgenze, oltre che la routine, è pericoloso, perché il sovraffollamento in altri centri porta a ritardare cure che se differite possono mettere a rischio la vita dei pazienti, specialmente ora che il Covid tende a rendere tutto più lento e complicato.

Ospedali come il San Camillo non possono essere defunzionalizzati, sia perché è importantissimo garantire attività ambulatoriali e ricoveri senza doversi necessariamente spostare, ma anche perché ci si può trovare in situazioni d’urgenza come quella della scorsa notte dove ogni minuto diventa preziosissimo.

di Maria Teresa Valente

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