L’Unione Europea blocca la pesca del rossetto a Manfredonia. Pescatori in fermento

L’Unione Europea blocca la pesca del rossetto a Manfredonia. Pescatori in fermento
La categoria dei pescatori di Manfredonia è in fermento poiché la pesca del rossetto, una delle attività piu praticate e reddittizie del Golfo di Manfredonia, sarebbe stata bloccata dall’Unione Europea, per il biennio 2025-2027, a seguito del mancato rilascio del nulla osta necessario.
Un provvedimento, questo, fortemente contestato dalla marineria sipontina che ha letteralmente gettato nello sconforto oltre 200 pescatori imbarcati su 60 peschereccio, che rischiano seriamente di restare inoccupati.
Come se non bastasse il divieto della pesca del bianchetto, specie protetta dall’Unione Europea ma pescata regolarmente in altri stati extra europei e commercializzata anche in Italia, ora arriva anche quella del rossetto, ma solo per la regione Puglia, mentre per la Liguria e la Toscana l’autorizzazione è arrivata, provocando la protesta dei pescatori locali.
Nella giornata di oggi, presso la sede della Lega Navale di Manfredonia vi è stata una tavola rotonda, organizzata dall’associazione Armatori di Manfredonia proprio per discutere sulla mancata autorizzazione della pesca del rossetto e sulle eventuali azioni da intraprendere.
Presenti al tavolo, Nunzio Stoppiello e Domenico Carpano rispettivamente presidente e vice dell’associazione Armatori Manfredonia, la senatrice Anna Maria Fallucchi, Daniela Borrelli, responsabile Coldiretti Nazionale, Pietro Schiavonetti della Coldiretti Pesca Puglia ed una decina di armatori, in rappresentanza sia della piccola che della grande pesca.
Le ragioni del diniego della pesca del rossetta alla Puglia, da parte della Unione Europea risiederebbero nel fatto che lo scorso anno siano state eluse, da parte dei pescatori di Manfredonia le normative che regolamentano tale tipo di pesca che deve avvenire rispettando delle specifiche prescrizioni, quindi, con reti specifiche e rispetto delle distanze dalla costa e quantitavo.
Il vice presidente dell’associazione, Domenico Carpano, non nega che ci siano state delle violazioni nell’esercizio della pesca in questione, avendola, in sostanza, praticata più imbarcazioni rispetto a quelle previste ma ciò nonostante i dati dicono che la pesca non è stata impattante, atteso che quest’anno il mare pullula all’inverosimile di rosetto che se non pescato tra qualche mese diventerà alaccio, una specie ittica dal valore economico e commerciale pressochè nullo, a differenza del rossetto, commercializzato anche a 60 euro al chilogrammo.
“Siamo disponibili a trovare soluzioni tecnico scientifiche con l’Unione Europea ma non con la pesca a cianciola ma pelagica o con la rete volante che non raschi i fondali”, ha precisato Domenico.
Ancora: “Siamo 150 pescherecci, per lavorare nel Golfo di Manfredonia per lavorare a bianchetto e rossetto, rinunciando anche al cavallaggio dei motori marini ed oggi ci ritroviamo a non poter pescare né il bianchetto né il rossetto con tutte le conseguenze negative in termini di perdita del reddito da lavoro”.
L’auspicio è che si trovi una soluzione adeguata ma che soprattutto si tenga in debito conto il diritto dei pescatori di poter lavorare per mare e produrre reddito per garantire una dignità a sé ed ai componenti della propria famiglia, diritto questo costituzionalmente garantito.
di Antonio Castriotta