“La nostra vergogna”

Qualche giorno fa sono morti nelle acque del Mediterraneo centotrenta persone che, dopo due giorni di navigazione e di richiesta di aiuto, li abbiamo lasciati morire annegati nell’indifferenza assoluta: donne, uomini, bambini.

Non c’è stato alcun sindacato, associazione o partito di destra, di sinistra di centro, giallo, blu, verde, rosso, nero, di governo o di opposizione che si sia indignato, che abbia protestato, che si sia mobilitato, che abbia condotto un’azione civile per dire che la nostra indifferenza è diventata la nostra vergogna. L’unica voce disperata e piena di dolore è stata quella del Papa che ci ha messo dinnanzi alle nostre responsabilità individuali e collettive.

Nessuno vuole vedere questi rifugiati, bersaglio di gran parte dell’opinione pubblica quando sono in mare alla ricerca di un porto negato e, se riescono a sbarcare vivono in condizioni a dir poco disumane, con ritmi di lavoro in nero massacranti e, si rifugiano in catapecchie da terzo mondo. Nessuno si occupa più di loro se non caporali criminali che li trattano alla stregua di “animali” senza dignità e diritti.

Come si fa a non indignarsi e a protestare di fronte a barconi e gommoni fatiscenti che trasportano merce umana. Tutti giovani che non arrivano a venticinque anni di età e, che hanno subito le peggiori vessazioni nel loro viaggio verso la speranza di una vita migliore, il tutto in un’ipocrisia paralizzante, in uno sgomento momentaneo in totale assenza di risposte concrete.

La realtà dura e sconvolgente è che abbiamo perduto la nostra memoria fatta di diritti uguali per tutti, di rispetto verso le differenze, di lotta al sopruso e alla prepotenza, all’intolleranza e allo sfruttamento. La memoria delle atrocità del passato, che ci hanno riguardato, l’abbiamo sostituita con la paura, il rancore, la chiusura verso il diverso, l’indifferenza.

Siamo diventati una società che non crede più in se stessa, ormai senza più identità e speranza. Siamo diventati nazioni senza più leader, con una classe dirigente arrogante, ignorante, senza valori e principi, tutto questo nella totale rassegnazione e indifferenza del cosiddetto popolo.

Il vuoto del potere corrisponde esattamente all’indifferenza e alla mancanza di ideali della società liquida che abbiamo costruito.  

La parte oscura dell’immigrazione nessuno vuole vederla, da ogni parte si fa finta che non esista o è marginale rispetto ai problemi reali che abbiamo, specie in questo momento di pandemia che ha colpito il mondo intero. In verità sono problemi di incompetenza, di corruzione dilagante, di clientele, di parassitismo e di rendita senza benessere e crescita. Non ci siamo ancora resi conto che la nostra salvezza e quella dei nostri figli e nipoti dipende dall’amore, dall’attenzione e dal senso di solidarietà che saremo in grado di dare ai tanti disperati che cercano un futuro migliore e, per farlo mettono a rischio la loro stessa vita.

Non si può più tacere rispetto a quello che vediamo ogni giorno nei lager della Libia, alle centinaia di morti riversati nel Mar Mediterraneo. Nessun Paese da solo può risolvere i problemi di povertà, di assenza di diritti e di persecuzione che esistono ancora in molte zone del mondo. La cooperazione internazionale può fare molto e, l’opinione pubblica mondiale può accelerare la concezione che siamo tutti uguali, le differenze di stato sociale ed economico sono condizioni che si possono correggere con la volontà.

Nicola di Bari

Presidente Medtraining – Cooperativa Sociale di Accoglienza e integrazione rifugiati e richiedenti asilo.

Foto: Sos Meditarranee

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